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Letture estive (4)

Continuo a leggere gialli, come avrete capito. Eccone qua altri tre.

Le lacrime della giraffa, di Alexander McCall Smith. Il candore e la semplicità che definisce i personaggi di questa storia ambientata a Gaborone, in Botswana, mi appassionano e danno l’idea di una dimensione completamente diversa, non più o meno qualcosa rispetto alla nostra, semplicemente diversa, anche nel modo di vedere, vivere, descrivere indagini e ricerche poliziesche. McCall Smith è bianco ed è scozzese d’adozione, ma questo romanzo non ha niente di europeo. Ed è un bel romanzo.

La donna del campione, di Piero Colaprico. Questo è decisamente più “nostrano”. L’ho trovato scritto bene, ben strutturato, con l’interessante trovata di seguire i personaggi a uno a uno, contemporaneamente, e in particolare Corrado Genito e Francesco Bagni, amici ed ex-colleghi che seguono una stessa indagine da due punti di vista molto diversi. Appassionante, con il necessario finale non scontato, evidentemente documentato sugli ambienti che attraversa.

La ragazza che giocava con il fuoco, di Stieg Larsson. Ho preferito il primo, Uomini che odiano le donne, della trilogia. Questo mi è parso un po’ più artificioso nelle sue coincidenze e negli intrichi che all’autore è necessario evocare per giustificarle. Resta però un romanzo che avvince, in cui gli stessi peccati di pedanteria dell’autore (ma pesano meno, forse per l’abitudine) si ripetono, i detective commettono errori (anche se alcune mancanze di acume da parte di Blomqvist e Bubbla, mi risultano abbastanza sconcertanti), le sorprese non mancano (nemmeno la più classica, da Star Wars in avanti) e il finale è aperto. Un buon sequel, tutto sommato.

Letture estive (3)

Visto che finora sono andato di tre in tre, ecco un’altra terna di libri letti in questi giorni. Per i precedenti, si veda qui.

Il principe della nebbia, di Carlos Ruiz Zafón. Una porcheria. Probabilmente complice, ma con peso prossimo all’irrilevante, anche una traduzione infelice.

Appartamento a Istanbul, di Esmahan Aykol. Un giallo, ben architettato, ambientato nella metropoli turca. E di questo mondo così vicino ma anche così distante, tra le righe della vicenda poliziesca, si viene poco a poco a fare la conoscenza, ad assaporare piccoli dettagli, abitudini, manie.

Uomini che odiano le donne, di Stieg Larsson. Avevo avuto pareri discordanti su questo romanzo e a suo sfavore, per quanto mi riguarda, pesava anche l’enorme successo editoriale. Eppure mi sono lasciato tentare. Aspetti positivi: in generale preferisco i gialli in cui gli elementi vengono esposti gradualmente e il lettore possa precedere il detective nella soluzione e in questo caso, almeno in parte, è così; è avvolgente e mi ha introdotto in un mondo di dettagli e atmosfere che rendono la lettura avvincente; dei personaggi, specialmente dei due protagonisti, si conosce tanto ma non tutto, e nemmeno tutti i particolari cruciali. Aspetti così così: un po’ troppo esibizionista specialmente nei dettagli tecnici e informatici (cosa vuoi citare nei particolari marche, periferiche, protocolli e altro? sei comunque un parvenu dell’informatica, non un nativo); l’analisi psicologica, specialmente quella di Salander, mi è parsa un po’ pretestuosa e a buon mercato: come dire, chi parla di uomini che odiano le donne è uno che le donne le conosce molto bene… bah; poi è vero che c’è il colpo di scena finale, ma è stato talmente preparato (l’indagine prima è talmente lineare e narrativa che, sapendo che si tratta di un thriller, deve per forza succedere qualcos’altro prima o poi) da essere abbastanza prevedibile, anche troppo. Ecco qua. In complesso mi è piaciuto e credo che leggerò anche gli altri due elementi della trilogia.

Alla prossima!

Letture estive (2)

Ecco, dopo i primi tre e una terna di film, altri tre libri che hanno accompagnato una parte di questa mia estate.

I barbari, di Alessandro Baricco. Un saggio, scritto nello stile tipico di Baricco, sulla mutazione. Con una tesi interessante, su cui, almeno in buona parte, mi sono trovato d’accordo. In parte per la sua genesi editoriale, frazionata sulle pagine di Repubblica, viene costruendosi poco a poco, insieme alle analisi che vi vengono proposte e alle conclusioni parziali che via via prendono una forma definitiva. Sicuramente una lettura interessante.

L’eleganza del riccio, di Muriel Barbery. Nonostante generalmente sia piuttosto allergico ai “best seller”, mi sono lasciato convincere e, lo ammetto, conquistare. La trama è molto semplice e si svolge quasi esclusivamente (ma il “quasi” è determinante) all’interno di un condominio della grande Parigi bene, dove la protagonista vive e lavora come portinaia. Nonostante abbia trovato alcune pagine un po’ stucchevoli nella loro pretesa filosofica, una filosofia, tra l’altro, molto nettamente delinata e che personalmente trovo lontana, mi sono affezionato ai personaggi. Credo sia uno di quei libri all’interno del cui mondo continuerò a vagare per qualche tempo anche dopo averlo riposto, magari non con un senso di lutto, ma con una certa nostalgia.

Il gioco delle tre carte, di Marco Malvaldi. Fa parte della collana Noir di Repubblica per quest’estate. Mi sono piaciute: l’atmosfera pisana, i riferimenti al mondo universitario, che evidentemente l’autore conosce bene da chimico ricercatore, i personaggi, una banda di arzilli vecchietti insieme al “barrista” Massimo che ospita le loro partite a carte. Per il resto come giallo mi è parso molto essenziale, con un tocco camilleriano per un discontinuo ricorso al dialetto pisano; il linguaggio è molto colloquiale, spesso iperbolico, alla fine divertente, ma forse ciò che mi ha infastidito è un narratore troppo invadente. Insomma, non uno dei miei preferiti.

Alla prossima per altre letture estive!

Letture estive (1)

Tre romanzi che ho finito di leggere in questa prima quindicina di luglio.

La cattedrale del mare, di Ildefonso Falcones. Insomma, così così. Ci ho messo quasi un anno a leggerlo, iniziato dopo la mia prima visita a Barcellona e finito giusto in tempo per la successiva. Molto interessante l’aspetto storico, della ricostruzione dei luoghi, delle usanze, ciò che avviene sullo sfondo. Altro tratto degno di nota è la sensazione che pervade ogni pagina di una sorta di orgoglio catalano, di cui ho trovato riscontro nella realtà durante le mie visite. In primo piano sono invece dei personaggi che ho avvertito come inverosimili, nella loro modernità. Ma solo alcuni sono tratteggiati con una complessità anacronistica: altri, i “cattivi”, sono assai più semplici e schematici. Il protagonista, Arnau Estanyol, in una vita condensa gli avvenimenti di quattro o cinque.

Serpenti nel paradiso, di Alicia Giménez-Bartlett. Ho già scritto che avevo iniziato a leggerlo, ma ci sono anche arrivato in fondo. Con piacere. Certo, è altra letteratura rispetto al precedente, con altre pretese. Però, nel suo genere giallo poliziesco, l’ho trovato molto gradevole e ben costruito. Anche se, lo ammetto, il sospetto sull’effettivo colpevole, ha iniziato a farsi strada verso la metà del volumetto. Sono interessanti i personaggi, Petra Delicado, Fermìn Garzòn (lo so, gli accenti vanno nell’altro verso, ma non ho voglia di cercarli: consideratelo un refuso consapevole) e il giudice. Credo di aver letto solo un altro romanzo di questa serie, ma ritengo interessante il poter approfondire le loro personalità lungo tutto il ciclo.

Di seta e di sangue, di Qiu Xiaolong. Altro poliziesco, ma di carattere completamente diverso. Anche qui, la lettura è molto piacevole, complice una traduzione secondo me ottima, e non dev’essere stata un’impresa facile. Non avendo mai letto nulla di cinese, sono rimasto colpito dal gioco di rimandi alla poesia, ai testi antichi, al confucianesimo e al buddismo, ma anche agli elementi storici più recenti, da Mao Zedong, alla Rivoluzione Culturale, al cambiamento degli anni ’80 e ’90, fino al mondo complesso della Shanghai degli anni 2000. Per me è stato un modo appassionante di entrare, in punta di piedi, in un universo che ritenevo (ma questa idea non si è di molto spostata) lontana anni luce e per molti versi incomprensibile (ma su questo un po’ mi sono ricreduto). Anche in questo caso è interessante la caratterizzazione del capo ispettore Chen Cao, della rete di rapporti in cui si trova, del suo modo di indagare.

Si accettano consigli per altri titoli e altre letture, beninteso!