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Un vecchio film

 

 

E’ che ho scattato questa foto oggi, e l’unica cosa che mi viene da scrivere riguarda un vecchio film visto diverse volte, ma sempre apprezzato.

Un film del 1959, genere thriller-spionaggio, con elementi di commedia e un paio di scene che appartengono alla storia del cinema, una in campagna e una in montagna…

Vediamo se qualcuno prova a indovinare…
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Giusto per

Giusto per scrivere un post anche oggi e giusto per aggiornare chi ha paura dell’inglese circa le foto (visto che per quelle l’inglese non serve, no?) che sono spuntate in questa settimana sotto i pioppi.

C’è un filo di sole. Nel senso che ci sono ben tre post che riguardano l’attesa finalmente esaudita di una bella giornata di sole: qui, qui e qui.

Poi ci sono alcune sfide.

Nella sfida di “A Word A Week”, la parola era “Old”, vecchio. E qui sono arrivato io.

Poi la “Cee’s Fun Photo Challenge”, il cui tema erano le strade. Ed eccomi qua.

E infine la sfida a base di “Travel Theme”, che richiedeva di postare foto di panchine. Voilà.

Ed è tutto. Buonanotte e buona settimana!

Questione di allenamento

Avevo promesso che vi avrei tenuto informati su quel che succede sotto il pioppo.

Direi che la cosa più interessante riguarda me stesso.

Passo indietro. Per chi non avesse seguito la storia del pioppo, da qualche tempo è nato un mio secondo blog in lingua inglese (Under a poplar, sotto un pioppo). Siccome con l’italiano me la cavo, mentre in inglese mi sento un po’ meno sicuro, faccio come gli italiani: gesticolo. Ossia, uso le immagini.

Così è nata, inizialmente per riempire un po’ gli spazi, poi come una vera e propria sfida, l’idea (si chiama a week in images perché doveva in origine durare una settimana, ma ormai siamo a due e non mi sono ancora rotto, quindi probabilmente si andrà avanti) di postare una foto al giorno, scattata in casa o da casa (nel senso che vale anche guardando fuori, ma senza uscire di casa – in realtà c’è già stata un’eccezione, ma, naturalmente, questa conferma la regola) fresca fresca di scatto.

Oggi sono uscito con la famiglia. Siamo andati in Cittadella al Carnevale. Non ci crederete (o magari sì, ero io a non crederci), ma ho scattato quattro o cinque foto che non avevano nulla a che fare con i bambini, i costumi, i carri eccetera, semplicemente perché, passando, mi sono accorto che lì ci veniva una bella foto. La cosa per me più difficile da credere è che poi le foto sono venute belline davvero. (Belline: non montiamoci la testa, oh).

Ma lo dicono. La disciplina aiuta. La mano si abitua alla macchina, l’occhio all’obiettivo, la testa al compito. E’ una questione di allenamento.

Poi, certo: se uno ha solo la disciplina, come il sottoscritto, non è che vada lontanissimo. Però qualche passo in più lo fa.

Ecco, con questa vi lascio l’augurio di buoni ultimi giorni di Carnevale, se è roba per voi. Altrimenti coraggio, che è quasi finito.

Città, oggi.

Città, oggi.