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Interessante Assistenza dell'IA come mentore

Interessante Assistenza – Un’IA come mentore

Non voglio far propaganda, beninteso. Anche perché poi dovrei tirar fuori i sensi di colpa nei confronti dei disastri ambientali che i miei quindici token causano.

Poi però penso che c’è gente che ci ha pianificato una guerra, con l’IA, e poi l’ha anche fatta davvero. Quindi scusate, i miei disastri ambientali mettiamoli un po’ in prospettiva.

Io non so se è un nemico da conoscere o un amico da imparare a frequentare. Forse anche queste categorie potremmo aggiornarle… un libro stampato sarà stato amico o nemico per il copista amanuense? Chiederemo a Barbero, se proprio non riusciremo a dormirci di notte.

Io la sto usando. Sto imparando: prima di tutto perché imparare è il mio mestiere. Perché sono curioso, altra mia professione di fede. Perché credo che possa essere utile, e una volta tanto mi capita di dedicarmi a qualcosa che può fregiarsi di questo (nel mio ambiente più altezzosamente vituperato che apprezzato) aggettivo.

“Mi proponi qualche esercizio da principiante nella nobile arte della pittura ad acquerello?” “Mi correggi queste bozze?” “Ma questa affermazione è vera? Mi trovi le fonti?” “Mi metti questo appuntamento in calendario?” “Sto organizzando una gita a XY, mi dici cosa c’è di interessante da fare o da vedere?”

Spesso con un “per favore”, inizialmente per buona educazione. Ma poi anche perché quando incontri qualcuno con cui parli, discuti, trovi mediazioni, qualcuno che sai che ne sa molto più di te, anche se magari non è così bravo a fare sintesi, ti viene anche naturale trattarlo bene.

Io trovo che mi sia utile anche solo per schiarirmi le idee. Sapere cosa chiedere a Gemini e come chiederglielo è un ottimo esercizio di logica e razionalizzazione del pensiero, il mio, che evidentemente non viene annullato nell’interazione.

Poi mi risulta evidente che la qualità delle risposte è direttamente proporzionale alla mia capacità di vagliarle, di usarle, di farci qualcosa di umano. Alla fine dei conti, se anche Gemini mi propone un esercizio “motivante”, posso verificarlo solo prendendo in mano pennelli e colori e provando a realizzare con le mie manine reali quello che sua artificialità ha proposto. L’alternativa sarebbe il non farlo affatto o molto più a fatica. In questa fase della mia vita l’assistenza dell’IA mi apre porte che finora sognavo soltanto di poter varcare.

Che senso ha

Che senso ha (risvegliare un blog dormiente)

Che senso ha, mi chiedo all’una di notte, risvegliare un blog in letargo da anni, con ovvie difficoltà di password, aggiornamenti di sistema, e soprattutto ruggini mentali, proprio in questi giorni in cui ho conosciuto Claude e ne ho apprezzato le incredibili capacità compositive?

Sono un vecchio che si ribella, credo. Vecchio: insomma, il problema non è la mia età, che avanza al solito ritmo di un anno all’anno; il problema è inflattivo, di un mondo che corre più di me. E siccome a me correre non piace, anzi non è mai piaciuto e piace sempre meno (nonostante i tentativi silvestri del fine settimana, ma quella è un’altra gara), rinuncio in partenza. Rinuncio a stare al passo: ho una certa, ormai, correte voi, io vi tengo il posto.

Un vecchio che si ribella. Nella tradizione dei vecchi che si ribellano, e con il loro stile. Non per rivoluzionare il mondo, ma figuriamoci. Però, in quel posto che vi tengo, mi troverete con le mie borsine piene delle cose a cui tengo: non si corre con le sporte. Però dentro ci sono tutti i ninnoli (i “tananaj”, si dice qui) che l’esperienza ha lasciato sulle mie mensole.

Cose semplici, di solito regole (qui ne avevo scritte alcune, ma nel frattempo sono aumentate, ahimè). Regole nel senso di regolarità, non è che la mia ribellione si concretizzi nell’imporre norme ad altri. E’ che magari, faccio un esempio, dopo aver visto cataloghi di persone fare la stessa stupidaggine (e probabilmente anch’io ci sono caduto), posso affermare con una certa sicurezza che quella particolare stupidaggine è tecnicamente una stupidaggine. Una regola: poi fai quel che vuoi, io cerco di rispettarla, visto che mi ci sono scottato.

E tra l’altro ho visto Bergonzoni coi capelli bianchi. Da trent’anni. Probabilmente è anche lui un vecchio che si ribella; lo dico perché per lui ribellarsi è ri-bellarsi, cioè tornare al bello. E, aggiungo, al bello e originale: lui è bello originale. Io invece vorrei fare qualcosa di bello originale.

Mamma mia quante spiegazioni, che dose d’ambiguità: originale non nel senso che io pensi di essere, o mi sforzi di essere originale, di dire qualcosa di nuovo a tutti i costi; originale nel senso di eigen, fatto da me, senza Claude tra i piedi, per dire. Che mi sta pure simpatico, ma se voglio ribellarmi, tornare al bello, voglio farlo io, ecco.

Aiuta, intendiamoci, Claude, quando devi fare qualcosa. E’ un po’ la domestica di una volta. O la signora Luisa, che arriva presto, finisce presto e fa tante cose interessanti. Ma poi quando vuoi godertela, la casa, la signora Luisa non ce la vuoi: lasci lì la sua schiuma attiva, e ci vediamo la settimana prossima.

“Ma per mestiere fai cose belle originali”, mi dico, con la voce di Claude, che non so bene quale sia, ma me la immagino un po’ gnegnegné, un po’ saccente. Mi rispondo con la mia: sì, vero, ma faccio anche tanta robaccia che va fatta perché lo dice qualcuno che non ha idea. Ho meno tempo davanti a me, non voglio buttarlo a fare robaccia di cui non mi interessa nulla.

Come va la ribellione? Ci siamo?

Non ho il pyhsique du rôle per seguire il consiglio di Thomas (e come diavolo si traduce?):

rage, rage against the dying of the light

Però qualche “no, grazie” lo posso dire (anche votando, ma ne parleremo presto, è cosa diversa): scusa ma non ho tempo, devo fare qualcosa di bello.

E allora non so, per chi ha letto questa tiritera, evidentemente non scritta da Claude, se è stato un bel momento. Per me lo è talmente tanto che, alle due di notte, vado a risvegliare il mio blog in letargo da anni. Si sa, i vecchi dormono meno…