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E sono molto contento!

Non c’è niente da fare. L’ellepì di Endrigo-Bacalov-Rodari che ascoltavo da bimbo e di cui già parlavo qua non riesco proprio a cantarlo. Saranno gli anta che si fanno sentire, ma sul più bello, quando i miei due ascoltatori si sono incuriositi, arriva il groppo in gola e mi commuovo.

Oggi era il turno di questa, di cui do anche il link su youtube.

 

Persone male informate o più bugiarde del diavolo

dicono che tu sei nato sotto una foglia di cavolo (2x)

 

Altri maligni invece sostengono senza vergogna

che sei venuto al mondo a bordo di una cicogna (2x)

 

Se mamma ti ha comperato, come taluni pretendono,

ditemi dov’è il negozio dove i bambini si vendono (2x)

 

Tali notizie sono prive di fondamento

ti ha fatto la tua mamma, e devi essere contento (2x).

Non piangere

L’ho trovata, finalmente, dopo tanto cercare. Dall’adolescenza a oggi.

Il testo è di Gianni Rodari, il tema originale è di Johann Sebastian Bach (dalla Matthäuspassion). E ci voleva la genialità di Luis Bacalov e Sergio Endrigo per mettere tutto insieme in una canzone che ha accompagnato la mia infanzia, ultima di un LP che era spessissimo sul piatto e che iniziava con “Ci vuole un fiore”.

Una canzone che mi ha insegnato a piangere, nonostante tutto, anzi, a commuovermi. A vedere le mie piccole gocce sparire in un mare. A far cadere le mie lacrime con un altro peso, non la gravità del pianto, ma la leggerezza della partecipazione. E, da grande, a coniugare con dolcezza e impegno questo imperativo negativo all’infinito, come dice la nostra grammatica, anche questa volta ispirata dal cuore.

Un gioiello che dedico a me stesso, ai miei piccoli piangitori, e a chiunque abbia voglia di inumidirsi gli occhi.

Non piangere, non piangere,

se piangi non vedi più niente,

vedi solo le lacrime

e se tu le bevi, non sono dolci, ma

ma salate come il mare.

 

Non piangere, non piangere,

se piangi non vedi più il sole,

vedi solo pioggia e nuvole,

non puoi più giocare a rimpiattino, ma

ma soltanto a moscacieca.

 

Non vedi più il cielo sopra il grattacielo,

gli uccelli volare e le stelle brillare,

non vedi i colori dell’arcobaleno,

vedi solo il tuo naso, non vedi più in là.

 

Non piangere, non piangere,

non piangere mai più.