Archivi tag: incompetenza

Il prezzo dell’incompetenza

Vi lascio leggere la notizia direttamente da Repubblica.it.

E poi commento brevemente, su qualcosa che è solo l’ennesimo esempio dello stesso scempio (vedi anche: mancati pagamenti della PA alle aziende fornitrici, esodati, la terribile storia dei tre suicidi di ieri che, a loro volta, non sono che gli ennesimi…)

Solo per dire che i casi sono due, e probabilmente non si escludono.

O chi deve intervenire è un tecnico per modo di dire, nel senso che conosce bene la partita doppia ma non ha idea di come funzionano le cose negli uffici della PA, o chi li deve consigliare su questi aspetti in buona o cattiva fede sbaglia di grosso.

Il risultato è una vergogna tutta italiana. E a pagarne le conseguenze sono, sempre, i più deboli. In questo caso, i precari della scuola: lavorano per la collettività e dalla collettività non ricevono riconoscimenti di carriera, non hanno nemmeno le tutele del settore privato, e ora (ma i ritardi nella corresponsione non sono cosa di oggi) non ricevono nemmeno lo stipendio.

E poi parliamo di fuga dei cervelli? Qualunque cervello precario, in queste condizioni, pensa alla fuga, e se può la compie, portandosi dietro tutto il corpo e magari la famiglia.

Andiamo pure avanti così, se ci riusciamo.

Ma non illudiamoci: non sarà l’allentamento del rigore a risollevare il Paese. Saranno le persone competenti, se ne saranno rimaste. Nelle scuole come in politica e nelle posizioni manageriali.

Basito

I salotti televisivi dei politici mi stancano, e non riesco più a seguirli per più di dieci minuti, nemmeno se chi li conduce ha una sensibilità che sento vicina, come nel caso di Floris o, in misura minore, Lerner.

Trovo più semplice guardare i vari spezzoni che il giorno dopo vengono fatti circolare sulla rete.

E così ieri mi sono imbattuto in questo.

E’ l’onorevole Paolo Bernini (e non me ne frega niente se non gli piace essere chiamato onorevole: è Deputato della Repubblica, gli spetta, nel senso più pieno del termine, e farebbe bene a ricordarlo anche lui, anche se averci pensato prima non avrebbe guastato), Movimento 5 Stelle.

Francamente trovo difficile persino commentare. Basito. E molto preoccupato.

Che sia questa la rivoluzione dei “cittadini comuni”.

Alla faccia del merito.

Al commento di Fabio Sabatini sul Fatto Quotidiano posso solo aggiungere un paio di cose.

Saper parlare non è un optional. Le parole sono importanti: non dicono solo la chiarezza delle idee, ma consentono la costruzione della complessità del pensiero. In chi le pronuncia ben prima che in chi le ascolta. Altrimenti: quello che hai in testa è ciò con cui governi il Paese, o con cui permetti a chi ci ha qualcosa in più di governare con il tuo consenso.

Saper discernere non è un optional. Nella tanto osannata rete c’è una quantità smisurata di spazzatura. Trovare qualcosa sulla rete è facile. Trovare qualcosa di valore richiede discernimento. Altrimenti: è qualcun altro che decide per te cosa vale e cosa no, cosa è verosimile e cosa non lo è, cosa è vero e cosa non lo è.

Avere esperienza non è un optional. Al bar si può parlare per sentito dire. Tra amici si può giocare al Commissario Tecnico o al Ministro di questo o di quello. Non rischi nulla. Ma c’è differnenza tra il bar o il muretto e l’Emiciclo. Altrimenti: tante belle promesse infrante davanti ai vincoli (oh, ma non lo sapevamo! ma ci abbiamo provato!) della complessità.

La logica non è un optional. Alcuni, diciamo tutti se volete, degli incompetenti politici del passato sono corrotti. Non basta cambiare il “corrotti”. L’alternativa agli incompetenti corrotti di ieri (ammesso, e non ne sono convinto, che fossero tutti corrotti) non sono gli incompetenti onesti. Altrimenti: non so se l’immagine di un aereo in volo con un pilota di cinque anni possa rendere l’idea, magari, non so se sperare o temerlo, con un pilota addestrato nascosto nel bagno che dà istruzioni in segreto.

Avere l’età non è un optional. Non è tutto, ma conta. Perché a parlare si impara, a discernere si apprende, l’esperienza si costruisce, la logica si forma: ci vuole tempo, pratica, allenamento. Ci vuole tempo. E l’umiltà che viene con la saggezza. E ricordare che i vecchi sono stati giovani, ma i giovani vecchi mai. Altrimenti: ti fanno su come un cioccolatino, si dice dalle mie parti.

Sì, sono preoccupato.

Che andiamo a sbattere. O che arrivi, finalmente, il salvatore che lo impedisca.