E’ un dogma della cultura giovanilista odierna: meglio un rimorso che un rimpianto.
C’est à dire, cogli ogni occasione, non ti tirare indietro. Traduzione à la “capitano mio capitano” del bistrattato oraziano carpe diem.
Ecco, sommessamente, ma nemmeno poi tanto, ché l’esperienza personale è l’unica cosa che mi vale la pena gridare: sciocchezze.
Ci sono cose che valgono, altre no. Quali? dipende. Ma per alcune non avrò mai rimorso, anche se l’esito non è stato favorevole, per altre non avrò mai rimpianto, pur non avendole scelte.
Diceva recentemente, grazie al cielo, una voce bella e forte della canzone italiana che bisogna sapersi negare.
Pena la compressione di ogni esperienza e del suo senso sotto la scialba coltre di una parità che non esiste. Non è vero che ogni esperienza valga. Non è vero che qualunque tentativo vada perseguito. Non è vero che cogliere l’attimo significhi buttarsi in ogni caso. Una scelta negativa non è di per sé più vuota di una positiva.
L’ho chiamata giovanilista, la cultura che procede con lo stendardo del “meglio un rimorso”. Perché è alibi comodo quanto disonesto per chi sente di non avere più tanto tempo danzante davanti a sé e cerca il modo di non sprecarlo.
Io, che non temo l’età che avanza, anzi l’accolgo benvenuta col suo carico di saggezza spicciola, ma utile, è leggendo la mia vita, e non per chissà quale principio da difendere, che così dico: sciocchezze.
Bellissimo pezzo. Fuori dai luoghi comuni, serio, condivisibile. Complimenti
Grazie! Benvenuto! 🙂