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Universalità e solidarietà

In questo giorno di lutto, un testo, che molti considerano il primo, più antico brano poetico della nostra lingua, e che, indipendentemente dal credo religioso, dall’appartenenza ideologica, dall’origine etnica, parla a tutti indistintamente. Ricorda l’universalità della nostra fragilità e della nostra dignità, del valore e della bellezza della vita; e in questa universalità ci ricorda che quanto condividiamo ci rende solidali, oggettivamente: lo stesso sole, la stessa acqua, la stessa morte, la stessa vita. Una solidarietà che abbiamo bisogno, ogni giorno, e oggi in particolare, di ricordarci, di risvegliare.

Altissimu onnipotente bon Signore.

tue so’ le laude la gloria e l’honore et onne benedictione.

Ad te solo altissimo se konfano.

et nullu homo ene dignu te mentovare.

Laudato sie mi’ Signore cum tucte le tue creature, spetialmente messor lo frate sole, lo qual è iorno et allumini noi per loi. Et ellu è bellu e radiante cun grande splendore, de te Altissimo porta significatione.

Laudato si’ mi’ Signore per sora luna e le stelle, in celu l’ai formate clarite et pretiose et belle.

Laudato si’ mi’ Signore per frate vento et per aere et nubilo et sereno et onne tempo, per lo quale a le tue creature dai sustentamento.

Laudato si’ mi’ Signore per sor’aqua, la quale è multo utile et humile et pretiosa et casta.

Laudato si’ mi’ Signore per frate focu, per lo quale ennallumini la nocte, ed ello è bello et iocundo et robustoso et forte.

Laudato si’ mi’ Signore per sora nostra matre terra, la quale ne sustenta et governa, et produce diversi fructi con coloriti flori et herba.

Laudato si’ mi’ Signore per quelli ke perdonano per lo tuo amore, et sostengo infirmitate et tribulatione.

Beati quelli ke l’sosterrano in pace, ka da te altissimo sirano incoronati.

Laudato si’ mi’ Signore per sora nostra morte corporale, da la quale nullu homo vivente po skappare. Guai acquelli ke morrano ne le peccata mortali, beati quelli ke trovarà ne le tue santissime voluntati, ka la morte secunda no ‘l farrà male.

Laudate et benedicete mi’ Signore et rengratiate et serviateli cum grande humilitate.

(Francesco d’Assisi, Cantico delle creature)

Eurosolidarietà

Così, in margine alla notizia che Germania, Svezia, Finlandia, Olanda e Regno Unito si rifiuterebbero di pagare i fondi europei già approvati all’unanimità per il terremoto in Emilia, mi va di postare un paio di citazioni, trovate qui sulla rete, di due figure che vengono considerate i padri fondatori dell’Europa, tra cui un tedesco.

Valga a renderci conto di cos’è oggi l’Europa, quanto lontano sì è spinto il progetto, sia nel senso di quanto è già stato realizzato, sia purtroppo anche nel senso di una evoluzione ideale e ideologica che rischia di mettere in discussione il tutto.

Alla fine forse sarà bene renderci conto, tutti noi europei, che non ci sono primi e ultimi della classe: che è vero, ci sono quelli che hanno avuto le tasche bucate; ma ci sono anche quelli che, nel fare le pulci ai centesimi, hanno perso di vista il motivo per cui un insieme di Paesi sovrani distrutti dalla guerra ha deciso di camminare insieme. E che in una comunità internazionale, tra un Paese di evasori e di corrotti e uno giusto e onorevole ma che si permette di imporre condizioni capestro a Paesi in difficoltà o addirittura negare i propri aiuti a regioni colpite da disastri naturali, beh non so proprio quale sia peggio. Certamente non è questa l’Europa di cui voglio far parte.

“L’Europa non sarà fatta in un sol colpo, né con una costruzione d’insieme: essa si farà attraverso realizzazioni concrete – creando dapprincipio una solidarietà di fatto”.

(Robert Schuman, 9 maggio 1950)

“A De Gasperi mi legava una stretta e sincera amicizia. Negli anni della ricostruzione europea ho trovato sempre in lui un uomo e uno statista che, per genuina coscienza europea e per profondo senso cristiano della responsabilità, impegnava completamente la sua personalità nella riuscita di questa grande impresa. Ripenso spesso a questo preludio europeo e a quei dialoghi, nei quali De Gasperi, con vigorosa e spesso scongiurante insistenza, metteva in risalto la necessità che il futuro e la sicurezza dei nostri due popoli si fondessero in un’Europa politicamente unita. Il patriottismo di De Gaperi non era nazionalista; esso scaturiva unicamente dal desiderio di rafforzare il suo Paese mediante il concorso alla solidarietà europea. Per lui l’Europa non era un meccanismo di primaria importanza, non una forza organizzativa tecnica, bensì volontà politica di conseguire una unità politica. […]
Alcide De Gasperi va posto tra quelle spiccate personalità politiche che con semplicità, con limpidezza e con fermezza hanno indicato al loro popolo e all’Europa la via verso un avvenire di sicurezza e di pace. L’opera di tutta la sua vita deve essere per noi impegno a proseguire su questa strada. Noi siamo consci che questo cammino sarà ancora molto spinoso. De Gasperi ci ha lasciato in eredità la dimostrazione esemplare che senso cristiano della responsabilità, integrità morale, impegno personale e vigore di condotta politica sono le qualità per giovare al proprio popolo, all’Europa e alla libertà del mondo occidentale”.

(Konrad Adenauer, cit. da Concretezza, 1964, su 30giorni).