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Voglio

Mi è stata segnalata questa intervista di Enrico Mentana a Enzo Camerino, uno dei due testimoni ancora in vita del rastrellamento del ghetto di Roma.

Tra i tanti indicativi passati, condizionali e congiuntivi, mi è rimasto impresso questo “voglio” ripetuto da Camerino al presidente Napolitano e riferito a un libro che le giovani generazioni leggano e studino, sugli eventi dell’Olocausto.

Certamente è necessario che nelle scuole si insegni la storia del XX secolo, nei suoi aspetti politici ma anche ciò che di bestiale questo secolo ha mostrato nel cuore della nostra Europa.

Ma credo che il libro più impressionante, più doloroso e utile sia la pelle del signor Camerino, quel suo braccio tatuato con un numero, il braccio di un animale da lavoro, o da macello.

Ben vengano i libri, ben vengano le gite scolastiche (ne ricordo una, vissuta da insegnante, a Praga, che si è conclusa in Austria, a Mauthausen, ricordo bene la consapevolezza maturata sui volti degli studenti che fino a poche ore prima avevano ben altri pensieri), i treni della memoria.

Ma queste testimonianze, purtroppo destinate ad essere disponibili solo in forma registrata, sono, secondo me, le più preziose, le più toccanti.

Perché non è solo una questione del “programma” di storia, o forse di letteratura. E’ una questione di umanità. Queste testimonianze fanno parte del lascito che tutti abbiamo ereditato come esseri umani, che i nostri giovani devono trovare, scoprire, far proprio.

L’ho salvato, questo video. L’ho depositato in un posto speciale del mio computer, da dove lo estrarrò ogni tanto per riguardarmelo, ricordare, e lo mostrerò, quando sarà opportuno. Perché tutti noi siamo in quell’abisso, dalla parte del tatuato e dalla parte del tatuatore, della vittima e dell’aguzzino. Recto e verso della stessa pagina, una pagina delle più terribili, della storia dell’umanità, la nostra.

27 gennaio

Un post supplementare, per oggi.

Vista la quantità di commenti, post e contributi sulla Giornata della Memoria, pensavo, io, di non parlarne.

Poi ho visto i titoli dei giornali.

Merkel: “la nostra colpa è perenne”.

Berlusconi: “Leggi razziali la sua peggior colpa, per il resto Mussolini fece bene”.

Ecco, il 27 gennaio non è solo il ricordo della Shoah, è anche il momento della vergogna, soprattutto per la nostra Europa.

Per qualcuno di noi Europei è una vergogna riferita a un passato che non si vuole che si ripresenti mai.

Per altri, sfortunatamente, è una vergogna che continua.