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Proposito per l’ultimo dell’anno

Ho sempre vissuto in qualche tipo di appartamento. Quand’ero bambino mi sarebbe piaciuto molto avere un animale domestico, ma mio padre, che aveva studiato come si curano gli animali, non ne voleva, per paura che soffrissero in un ambiente a loro non adatto.

E così sono cresciuto con l’impressione che gli animali debbano essere trattati con un certo rispetto, che esista una differenza tra possedere una cosa e avere in casa un animale.

Poi mi è capitato di passare un capodanno in un paese in cui l’avere una casa monofamiliare e abitarci con un cane è la norma. Nel vicinato, quando i petardi hanno iniziato a scoppiare, ho avuto la percezione di quanti cani ci fossero, e di quanto soffrissero.

Non ho mai capito i “botti”. Non ho mai capito perché ogni anno il primo gennaio sia necessario fare un bilancio di morti, arti amputati, occhi distrutti. Ma anche senza andare su quelli pericolosi, ho visto, anzi ho sentito con le mie orecchie quanto anche i petardi più piccoli possano disturbare.

Ecco, è da anni che mi regolo così, ma quest’anno mi va di dirlo, senza voler accusare nessuno, ma con l’idea di proporre un modo diverso di festeggiare: a San Silvestro se mai la mia famiglia e io useremo effetti pirotecnici, saranno innocui e silenziosi.

Per rispetto a noi stessi e agli animali che ci circondano. Buon ultimo dell’anno a tutti.

Rumore di fondo

Per tornare dal Salento abbiamo deciso di viaggiare di notte.

Io odio guidare di notte, però mia moglie doveva partire all’indomani per lavoro e per evitare ai bambini (e di conseguenza agli adulti) dieci ore di supplizio diurno, abbiamo optato per l’autostrada in notturna.

L’autista sceglie la musica, ovviamente: è lui (o lei) che deve rimanere sveglio/a. E così, durante i miei turni ho cercato di gustarmi un po’ di Schumann e di Chopin.

Uno strazio: un continuo dover alzare o abbassare il volume per poter sentire i dettagli più tenui facilmente sommersi dal rumore dell’auto e subito dopo non finire assordato dal fortissimo seguente.

Questi romantici, che pretendono di usare tutta la gamma dinamica dai pianissimi ai fortissimi: proprio agli autisti autostradali non ci pensano!

E invece mi sono trovato molto bene con Bach: le toccate, i concerti per pianoforte, i brandeburghesi… Una dinamica molto più ristretta, ritmi regolari, temi semplici e ripetuti più e più volte: questo, nel rumore di fondo dell’abitacolo, è arrivato forte e chiaro.

E allora è inutile che mi contiate la storia dei sentimenti, del parlare col cuore in mano, della spontaneità. Tanto maggiore è il rumore di fondo, tanto più il messaggio va protetto, va racchiuso in una bottiglia spessa e trasparente, un cristallo. Altrimenti metà si perde e l’altra metà infastidisce.

Certo, non è semplice scrivere un messaggio in un cristallo, come non è facile leggerlo nel cristallo una volta ricevuto. Ma conferisce al messaggio un valore aggiunto, quello, sentimentale, della fatica di chi cerca una veste elegante per pensieri preziosi, dalla parte del mittente, e di chi cerca pensieri preziosi nella loro veste elegante, da quella del destinatario.

Ammesso che siano importanti il messaggio e il fatto che questo arrivi a destinazione.