Archivi tag: fracking

Fracking dell’informazione

Sembra diventato uno sport nazionale: cercare una spiegazione alternativa a quella ufficiale, fare dietrologia, cercare il complotto dei poteri forti.

Per carità: l’attenzione va esercitata sempre, ed è sano e auspicabile usare cautela e senso critico nei confronti dell’informazione di massa. Ma altrettanto senso critico e cautela va adottata nei confronti della cosiddetta controinformazione.

Un caso su tutti, quello del terremoto in Emilia. L’informazione “standard”, compresi tecnici e geologi, ha immediatamente parlato di origine tettonica, della dorsale ferrarese, delle faglie. Ma ecco su internet comparire i meglio informati: i terremoti sono dovuti alle perforazioni petrolifere secondo alcuni, all’immagazzinamento di gas nel sottosuolo secondo altri, o ancora al cosiddetto “fracking”.

Ora, che le perforazioni petrolifere (nel senso di prospezioni, non di estrazione, che è minimale dalle nostre parti) possano causare terremoti mi pare escluso per puro buonsenso: fai un buco in terra e cosa succede? scateni un terremoto? Sull’immagazzinamento di gas effettivamente sembra ci siano progetti da parte di una ditta, ma, se tutto va come dovrebbe (ma non è scontato: siamo in Italia), i progetti dovrebbero ancora essere lontani dalla fase operativa. Quindi è difficile affermare che la causa di una realissima serie di terremoti sia un ipotetico progetto ancora su carta (se è ancora su carta, il che va effettivamente verificato).

Ma il fracking, termine sconosciuto ai più, chissà che danni può fare! Basta cercare un po’, magari aiutandosi con un po’ di inglese (visto che in Italia non se ne parla molto perché da noi non si fa fracking). L’Economist ha diversi articoli sul fracking negli USA e in Australia, e in particolare in questo spiega come mai in Europa sia una tecnica non adottata quasi per niente, tranne in Polonia e forse in Ucraina, mentre in Francia è stata approvata una moratoria. Quest’altro articolo, segnalatomi da Michele, che ringrazio, evidenzia effettivamente un legame tra sismi di magnitudine inferiore a 4 e la pratica del fracking in alcune zone degli USA. Ripeto: in alcune zone degli USA. Cioè, il fracking non viene praticato in Italia, ma negli USA e causa terremoti, tra l’altro di magnitudine molto inferiore a quelli registrati in Emilia, nella stessa zona degli USA, e non in Italia.

Qui, però, il fenomeno più interessante non è quello sismico, ma quello comunicativo. La gente “sente” queste notizie da canali non tradizionali e, spesso, le considera attendibili. Il che significa che

  1. i canali tradizionali, che ovviamente non parlano preventivamente di queste teorie strampalate o ne parlano solo dopo che la notizia è trapelata nei contesti non tradizionali, vengono considerati come meno attendibili
  2. la gente non ha mediamente gli strumenti per poter rispondere in prima persona nemmeno alle più banali ed evidenti fesserie
  3. c’è qualcuno che organizza ad arte campagne controinformative strumentalizzando la paura per far attecchire opinioni precise indipendentemente dalla loro fondatezza

Secondo me qui c’è molto su cui riflettere. E agire: presidiando, se necessario, la rete con senso critico e attenzione.