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Letture primaverili 2013 (2)

Ormai ho preso velocità, non mi ferma più nessuno.

Call for the dead (Chiamata per il morto), di John Le Carré. Scopro solo ora che è il suo primo romanzo, datato ’61. Ma è Le Carré, e leggendolo mi sono accorto che mi era mancato. Il primo Le Carré, con già George Smiley. Un gioiellino.

Il tesoro del Tempio, di Eliette Abécassis. Gli Esseni, i Templari, gli Assassini. Vabbè. Il problema è che, con questi temi, mi viene da dubitare di tutta quanta la messe di informazioni sulla cultura ebraica che l’autrice dissemina lungo tutto il romanzo. Che, anche come giallo, è deboluccio.

L’enigma di Fermat, di Amir D. Aczel. La ricostruzione della storia che ha portato a una dimostrazione matematica che ha avuto grande risalto sui media, è anche un piccolo compendio di storia della matematica a partire dal periodo babilonese. Interessante soprattutto perché mette in luce la dinamica della scoperta matematica, gli aspetti culturali del sapere matematico e l’ampiezza di respiro dell’impresa che lo pervade. Lo consiglierei, anche a chi di matematica ha un’idea piuttosto vaga e persa nelle nebbie di passati lontani.

E segue ancora…