Lo so, l’autunno è iniziato da un bel pezzo, e io arrivo ora con il primo post sulle letture stagionali. Se volete vi faccio la recensione del centinaio di articoli che ho nella bibliografia della mia tesi a tutt’oggi, e che ovviamente ho dovuto leggere con una certa attenzione… No? Vi accontentate? Grazie.
E, oltretutto, oggi solo un titolo. Ma come?
E’ che si tratta di un titolo speciale. Si tratta di un ricettario, almeno in parte.
Ilaria Bertinelli, Uno chef per Gaia, (ed. Maria Margherita Bulgarini, Firenze).
Si tratta del frutto del lavoro di ricerca appassionata, precisa, competente che Ilaria ha svolto nella sua cucina da quando ha saputo che Gaia, la sua bimba più piccola, è affetta da diabete T1 e malattia celiaca. E non si è rassegnata a dover preparare surrogati, ma ha voluto regalarle uno chef, il meglio, per non negarle il piacere e i benefici di un’alimentazione corretta, varia, e gustosa, appagante.
Si tratta di una collezione di ricette ricche di fantasia, di gusto, adatte a tutti, non solo a celiaci e diabetici. Le preparazioni usano sì le farine e le miscele senza glutine necessarie a chi soffre di celiachia, ma sono indicate anche le possibilità di sostituzione con le comuni farine di frumento, per chi non ne ha la necessità; usano sì, quando servono, i dolcificanti a basso indice glicemico indicati per i diabetici, ma prevedono in alternativa anche l’uso di zucchero comune. Ma Ilaria si è spinta oltre, fornendo di ogni piatto la quantità di carboidrati (CHO) per 100 g, eventualmente nella doppia versione con e senza zucchero, e le tabelle INRAN per tutti gli ingredienti utilizzati, in modo da consentire rapidi calcoli in caso di variazioni nella composizione. E quello del controllo dei carboidrati è un esercizio utile non solo ai diabetici ma a tutti coloro che desiderano un’alimentazione consapevole, una pratica di prevenzione di diverse patologie del metabolismo come il diabete T2.
Si tratta anche di una storia, quella della famiglia di Ilaria e Gaia, alle prese con due “compagni di strada” non invitati, inattesi, ineludibili, ingombranti, che hanno trasformato la loro vita; del loro tentativo, riuscito, di far sì che questi compagni di strada non togliessero qualità, non impedissero la felicità della quotidianità. Questa storia, raccontata nella prima parte del libro, è un’emozionante testimonianza di come sia possibile affrontare la malattia cronica vivendo una vita sana, consapevole e serena, affiancando agli insostituibili presidi medici un intelligente atteggiamento di ricerca attiva, il coinvolgimento di tutta la famiglia, il desiderio di mettere in gioco tutte le risorse possibili per arrivare a vivere la malattia come, appunto, un compagno con cui percorrere la propria strada e non l’ostacolo insormontabile che la strada la sbarra. Per questo la casa editrice ha inserito “Uno chef per Gaia” nella sua collana “Medicina narrativa”: è una storia che cura, un racconto che aiuta, chi legge quanto chi ha scritto, a star bene.
E siccome, come dice mia moglie ai miei figli commentando i miei tentativi in cucina, è l’amore l’ingrediente principale che il genitore che cucina per la propria famiglia inserisce in ogni ricetta, e che non ripone in dispensa insieme a tutti gli altri ingredienti una volta servito il risultato, ecco che la narrazione spunta nuovamente anche tra una sezione e l’altra del ricettario, “pensieri” lasciati lì da Ilaria, sul piano di lavoro ripulito e riordinato, che cuciono insieme tutte le sezioni del libro con il filo rosso dell’ingrediente più importante.
Lo consiglio a tutti: per la storia, per le ricette (alcune già provate sia nella versione gluten-free che in quella “tradizionale”: ottime), per l’attenzione che risveglia su queste malattie croniche, sull’importanza curativa dell’alimentazione, su alcuni accorgimenti per rendere la nostra alimentazione, indipendentemente dallo stato del nostro metabolismo, più consapevole.
Non so bene in libreria (anche se penso che Maria Margherita Bulgarini editrice abbia un buon circuito di distribuzione), ma si trova anche su Amazon.
Buona lettura.
Bellissimo post Alessandro, non lo conoscevo, ma corro ad acquistarlo e non si sa mai che impari qualcosa sull’alimentazione corretta che per me è sempre “quella sconosciuta”
E’ appena uscito, c’è stata la presentazione da… Bertinelli sabato sera. E’ davvero un gran bel lavoro.
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