Lo dico da europeista convinto, come uno che ha sempre visto i passi dell’integrazione europea come la vera grande novità del secolo appena passato.
Un’Europa che strangola non è ciò che i suoi fondatori avevano in mente, non è ciò per cui abbiamo tutti fatto sacrifici e in cui abbiamo creduto facendoli.
Se l’Europa è quella in cui la Germania, a cui alla fine dell’ultima guerra mondiale sono stati cancellati i debiti e a cui è stato regalato un cambio marco/euro assolutamente favorevole per ripagare la riunificazione, e pochi altri Paesi opportunisti, per motivi interni si permettono di confondere rigore con punizione, risanamento con mortificazione, se l’Europa è questa, io credo che l’Italia, da stato fondatore, non abbia più nessun motivo di farne parte.
Se l’Europa è quella delle banche e della finanza, e non quella dei popoli, credo che nessun italiano abbia firmato per esserci dentro.
Io credo che questo il nostro governo debba mettere sul tavolo, di fronte alle vicende greche e spagnole, nella speranza di riportare lo spirito europeo nelle sue istituzioni. Ed eventualmente, davvero, decidere di uscirne, finché uscire sarà ancora possibile considerarlo una disgrazia, ma non una tragedia.
un pensiero per la grecia
http://theselbmann.wordpress.com/2012/07/24/io-aspetto-che-si-depositi-il-caffe/
Grazie! Un pensiero gentile per la Grecia è sempre gradito da queste parti.