Brevissimo sul concerto che ho visto questa sera in televisione. Non mi è piaciuto particolarmente dal punto di vista dello spettacolo, né dell’enfasi su certi aspetti del terremoto. Mi è invece piaciuta molto la volontà di partecipare da parte degli artisti emiliano-romagnoli.
Un evento del genere, organizzato direttamente da alcuni artisti, mostra la presa di coscienza da parte di questi della loro capacità di mobilitare persone, di mobilizzare denaro, e di offrire musica, arte, qualcosa di bello anche in una situazione per molti versi tragica.
Due figure mi sono rimaste particolarmente impresse: Caterina Caselli e Vasco Rossi.
La prima: emozionata (non saliva sul palco da oltre quarant’anni), stonata non solo a tratti, affaticata, con brani datati e accompagnati in modo striminzito. Musicalmente non proprio una perla. Perché? Per esserci. Non credo non le sia costato, anzi probabilmente Caselli ha messo in gioco più orgoglio e amor proprio di quanto non sia sembrato.
Il secondo: non pervenuto. Perché non ama “quel modo di fare beneficenza, poco costoso e poco faticoso”, come diceva qualche giorno fa in un post su internet. Preferisce, scrive, tirare fuori i soldi dal proprio portafogli. Lui “ama” un modo di far beneficenza, “non ama” un altro. Lui che, non dovesse per forza fare quel che ama, avrebbe potuto da solo riempire il Dall’Ara, o far aumentare di 5 euro il prezzo del biglietto. Ma lui questo non lo ama. Preferisce, come se questo escludesse l’altro, pagare di tasca propria. Eh già. E comunque ha affidato sempre a internet un messaggio illuminante, nel suo stile, sul travaglio tra il bisogno degli altri e la necessità di solitudine. Eh già.
Vasco Rossi non mi piace musicalmente, e questo potrebbe essere dovuto alla mia inciviltà musicale. Ma di esseri umani me ne intendo un po’ di più. Non c’è star bene o male che tenga: la prima cosa che mi viene da pensare è che un piccolo uomo abbia messo nero su bianco la propria statura, lontano dai suoi simili e dal palcoscenico che così magistralmente di solito occupa. E che quasi timidamente, sul palco ma con tanta forza, ci fosse invece una grande donna.
La seconda… non la scrivo qua. 🙂
Penoso Vasco..amo di lui pochissime canzoni adesso nemmeno quelle!!! Buona. Giornata Prof!
Condivido ogni parola. Buona giornata a te!