Il dileggio

Teneramente, l’onorevole Renato Farina commenta il voto odierno alla Camera, in cui è stato bocciato, per un voto, l’articolo 1 dell’assestamento di bilancio 2010.

Dice: la cosa peggiore, "la meno bella di tutte", è stato esporre il Presidente del Consiglio al dileggio dell’opposizione.

Strano, Farina è stato e forse è tuttora giornalista. Possibile che non si sia accorto che è da un po’ che "il dileggio dell’opposizione" va avanti, e la figuraccia dei peones di oggi non rappresenta, da quel punto di vista, un salto di qualità, anzi: almeno il dileggio ha a che fare con la Camera dei Deputati, e non con altre stanze.

Lamenta anche, l’onorevole Farina Renato, forse come battuta visto il sorriso amaro, l’assenza decisiva dell’onorevole Papa, in carcere anche se nella pienezza dei compiti.

Ancora più strano: ma dov’era Farina quando la Camera, non il Soviet Supremo, ha votato a favore dell’arresto?

C’è un che di fatalistico nell’interpretazione degli avvenimenti di oggi che dà l’onorevole Farina. La distrazione di questi, la noncuranza di questi altri, la pigrizia di alcuni, quello in galera… Come se il destino cospirasse, nella fattispecie di una serie di comportamenti individuali gravi per il momento in cui ci troviamo, ma presi per sé assolutamente perdonabili, contro la maggioranza ed il governo che questa esprime.

Ma questi chi ce li ha messi in Parlamento? Chi ha tirato la corda fino al punto di arrivare, dalla maggioranza ampia e solida iniziale, a quella evanescente di oggi? Chi è che ha esposto la carica pubblica e il Paese al dileggio internazionale e all’oblio anche da parte di alleati potenti o dei Paesi che primi tra tutti si stanno impegnando per salvare l’Europa, giusto per non parlare del dileggio dell’opposizione? E, dall’altra parte, si tratta di un maligno colpo del destino o qualcuno, consideriamolo pure innocente di tutte le imputazioni, si è dato parecchio da fare con frequentazioni e rapporti con personaggi di dubbia reputazione, per suscitare dubbi e illazioni? E se davvero ci fosse una regia occulta, come qualcuno dei "Responsabili" paventa, com’è che salta fuori adesso?

Fosse solo il destino di Berlusconi in gioco, non mi spaventerebbe il fatalismo, questa cecità che gli dèi impongono a chi è già perduto: bendati prima o poi si incaglierebbero e colerebbero a picco. Ma non c’è solo il destino di Berlusconi in gioco. Sarebbe assai importante vederci bene, osservare il baratro e tirarsi indietro prima di caderci. Oggi probabilmente è stato uno scoglio messo in traiettoria da chi voleva vedere se le bende cadono. Non cadranno, le secche sono vicine.

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