Questa settimana ho sentito con grande interesse l’idea di tenere aperte le scuole un mese in più, d’estate.
In realtà sembra che nessuno l’abbia avanzata, questa proposta. Leggenda metropolitana, come i coccodrilli nelle fogne di New York.
Risposta alla leggenda metropolitana, questa invece non ritirata da chi l’aveva proposta, anzi sottoscritta da altri: tenere aperte le scuole tutti i pomeriggi.
Tutto bello, per carità.
Magari la settimana prossima sentiremo qualcuno che propone di tenere le scuole aperte a giorni alterni, o il tempo prolungato anche al sabato, o chissà che altra meravigliosa e risolutiva idea.
Io vorrei votare domani.
Così la finiamo con la gente che parla tanto per parlare anche di argomenti che, invece, hanno tanto bisogno di gente che pensa bene prima di aprir bocca.
Finora abbiamo avuto sindacati che chiedevano più risorse da una parte, dall’altra la politica che ha cercato in tutti i modi, riuscendoci abbondantemente, di far cassa. Come se la scuola fosse prima di tutto una questione di soldi. E nessuno che ascoltasse davvero chi nella scuola ci vive ogni giorno: studenti, genitori, docenti, personale.
No, non la è.
E quel che serve non sono proclami, non sono promesse elettorali, come sempre, non sono proposte estemporanee, o prese di posizione sindacali. Occorre investire, è vero. Ma chi investe senza un progetto è un cretino.
Il progetto della scuola italiana dov’è? Penso nello stesso posto in cui si trova il progetto per l’industria italiana, o quello per l’energia italiana, e via dicendo.
Ce la faremo a ritrovare una politica in grado di fare il suo mestiere?
Non so se ce la faremo, sia in generale sia, in particolare, sulla scuola, che mi pare che non stia al centro delle priorità di nessuno. Questa campagna elettorale è piuttosto mortificante, per ora (e non prevedo al dire il vero miglioramenti). La questione delle scuole aperte di pomeriggio, al di là dall’uscita estemporanea di Bersani, ha sempre suscitato in me un certo interesse, come accennavo in un mio post di qualche giorno fa…
Credo ti riferisca a questo, che volentieri linko: http://tuttequestecose.wordpress.com/2013/01/29/lascuoladeltempolento/
Sì, anche a me non dispiace. Ne discutevo con amici e sconosciuti su fb: con la crisi (educativa!) che abbiamo, il minimo che possiamo fare è aumentare, non segare, le proposte della scuola, spesso unico luogo rimasto a presidio del territorio.
E tuttavia… anche quella di Bersani, sparata così, è solo una bolla. Vorrei vedere un progetto. Vorrei.